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Il gemellaggio Monaco Dolceacqua 2023

Il 3 novembre 2023 è stato siglato il gemellaggio tra il Comune di Dolceacqua ed il Comune del Principato di Monaco. In questa sezione tutti i documenti inerenti al percorso che ha portato a questa storica decisione, alle riunioni tecniche ed organizzative, agli eventi che hanno portato alla sottoscrizione. E tutti gli eventi a seguire fino ad oggi.

Dolceacqua e Monaco Firmano il gemellaggio

Il 3 novembre 2023 è stata una giornata molto importante per cittadini di Dolceacqua.
Già dal mattino l’amministrazione comunale accompagnata dal prefetto, ha raggiunto il comune di Monaco, dove sono stati accolti dall’amministrazione comunale monegasca, assieme all’ambasciatore di Italiano a Monaco e il Principe Alberto di Monaco. Lì è stato firmato il primo passaggio al gemellaggio.
Entrambi le amministrazioni sono state poi accolte all’interno del Palazzo del Principe dove è stato presentato il libro storico “ che racchiude le vicende storiche dei Doria e Grimaldi, e a seguire un piccolo rinfresco.
Nel pomeriggio è stata l’amministrazione di Dolceacqua ad accogliere l’amministrazione di Monaco, per siglare insieme l’ultimo passaggio alla conclusione del gemellaggio. Una grande festa dove anche molti cittadini hanno partecipato.

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Logo Ufficiale realizzato dal Comune di Monaco

 

Logo Pre Gemellaggio realizzato da Angelica Orrigo

 

 

Legame storico

Premessa
Verso la fine del 1500 Francesca Grimaldi sposò Luca Doria, Signore di Dolceacqua ed ebbero un figlio, Bartolomeo.
In occasione del matrimonio venne coniato il nuovo stemma della casata unendo l’aquila dei Doria alle losanghe dei Grimaldi. Simbolo che ritroviamo ancora oggi nella tomba dei Doria nella chiesa di San Giorgio ed in alcuni portali del centro storico.
Alla sua morte, Francesca Grimaldi lasciò un’eredità per far realizzare un Polittico dedicata a Santa Devota dall’artista Ludovico Brea, che ancora oggi è presente nella nostra chiesa Parrocchiale.
E’ il primo segno di devozione da parte della Famiglia Grimaldi a Santa Devota, che diventerà la patrona del Principato.
Dopo la morte della madre, Bartolomeo, in accordo con Andrea Doria, uccise lo zio Luciano Grimaldi, Signore di Monaco….

Il 3 novembre 1523 Avvenne*:
[…] Sembrava che la vita lungo il Nervia avesse un poco di respiro e cominciasse a prosperare, sennonché le mire espansionistiche di Bartolomeo Doria, nipote di Enrichetto, lo portarono ad aspirare al Principato di suo zio, Luciano Grimaldi, signore di Monaco.
La parte iniziale dell’operazione (1523) sembrò favorire il Doria che riuscì ad uccidere lo zio con 32 pugnalate, ma alla pronta reazione dei Grimaldi, dovette desistere e fuggire. Rifugiatosi nel suo castello di Dolceacqua, subì l’assedio posto da un spedizione armata organizzata dal vescovo di Grasse, Agostino Grimaldi, fratello dell’ucciso.
Bartolomeo, dopo aver resistito a lungo, abbandonò Dolceacqua e si rifugiò prima ad Apricale e dopo in Francia.
Il comune di Apricale fu semidistrutto mentre vaste devastazioni subirono i territori limitrofi, Isolabona compresa.
Nell’ottobre del 1523 il feudo venne posto sotto il comando di Bartolomeo Grimaldi che, nello stesso anno, ottenne il giuramento di fedeltà dei comuni di Dolceacqua, Perinaldo e Apricale/Isolabona.
Detto giuramento ebbe luogo il 3 novembre del 1523 a Monaco, nel giardino degli aranci, dove il prelato aveva fatto collocare il suo seggio, evitando, così scrive il Rossi, di usare il salone del consiglio dove era avvenuta l’uccisione di Luciano Grimaldi.
Per Isolabona erano presenti i sindaci Bernardo Noaro e Antonio Borfiga. Tutti giurarono omaggio e fedeltà e, in ginocchio, dichiararono pure al prelato di riconoscere la signoria su Monaco, Mentone, Roccabruna, Dolceacqua, Perinaldo Apricale e Isolabona.
Quale Capitano Luogotenente del vescovo venne inviato a Dolceacqua Bartolomeo Grimaldi che subentrò nei diritti che erano stati dei Doria.
Val la pena a questo punto, per meglio puntualizzare in che cosa consistevano i diritti feudali che gravavano sulle popolazioni, riassumere (data la sua lunghezza) ed estrapolare per il solo comune di Isolabona, alcune indicazioni che Nilo Calvini riporta con cura nel, volume Apricale (p.71).

Al Marchese di Dolceacqua erano riconosciuti i seguenti diritti:
– la decima sul grano consistente in “cinque salmate e mezza e meturali sette”; più la decima vino “sino alla somma di dieci salmate e non più a ragione di cinque pinte per salmata”;
– la quarta parte di quanto percepivano i consoli per la loro attività sulle cause civili;
– aveva l’autorità sulle cause criminali fino alla condanna a morte;
– aveva la giurisdizione sulle acque e nessuno poteva costruire mulini o frantoi. I contadini avevano l’obbligo di macinare olive e grano solo nei mulini appartenenti al feudatario;
– donazione annuale di £.5 genovine in occasione della festa di Santa Lucia;
– obbligo triennale della Comunità di presentare a Natale due castrati, mentre i Consoli, i Sindaci, il Capitano delle Milizie dovevano portare volatili a discrezione. In quell’occasione venivano invitati a colazione dal Marchese;
– obbligo per la Comunità di offrire a Pasqua due capretti, mentre gli Ufficiali dovevano portare uova a discrezione. Alla Maddalena l’obbligo era di 6 polli, 50 uova, due “cavagnole” di ricotta… e l’invito a colazione per le autorità locali;
– i macellai dovevano offrire ogni anno “due rubbi di grascia e due ossi… mediante pagamento di un soldo di Genova per ogni libra di detta grascia e soldi otto di detta moneta per osso”;
– ai possessori di bestie “asenine o mulatine” [asini e muli] era fatto obbligo di portare “una salmata legne per cad’uno” nelle feste di Natale “mediante la mercede di sei pani d’orzo per le bestie asenine e otto per le mulatine”;
– obbligo di lavoro nei possedimenti del feudatario con la paga di 11 soldi di Genova o con l’ammenda di uno scudo di multa in caso di disubbidienza;
– diritto a far legna in tutti i boschi.

A questo lungo elenco di obblighi segue, nel documento, la lista dei possedimenti (fabbricati e terreni) del Marchese:
– un castello (allora già in cattivo stato);
– due frantoi con un “gombo” per frantoio;
– un mulino con tre macine cui debbono far capo i produttori di granaglie di Isolabona e Apricale, “pagando di sedici uno”;
– una casa consistente in una stalla, due stanze al primo piano, situate sopra “all’intrata della crotta del ponte di detto luogo, confinanti nella parte superiore con Gio Batta Noaro, di fianco verso nord e verso sud con Antonio Veziano Debada e a est con gli eredi di Bernardino Boero”;
– una terra con orto e alberi in località Pian della Noce “confinante in testa una fascia di longo in longo et una rippa della Comunità di Isola con la strada pubblica al di sopra di esse, di sotto il bedale de mulini, e nella fine di essi altra pezza di fascia della casa et altri particolari di detto luogo confinanti al di sovra di detto bedale”;
– Un prato nella zona Morinella;
– un prato alla Paperera con la Paperera [fabbrica della carta] compresa;
– una stanza vicino al Merdanzo, “sotto le lobbie della Comunità confinante con altra stalla di Maestro Antonio Cassini”;
– un castagneto in Altomoro e un terreno a Gunté.
Con la cacciata di Bartolomeo Doria e con l’insediamento dei Grimaldi, sembrò che i Doria non potessero più porre piede nella Val Nervia, ma l’ammiraglio Andrea Doria, passato dalla Francia alla Spagna, chiese ed ottenne dal sovrano spagnolo di annullare ogni atto contro il suo congiunto e di restituirgli il feudo di Dolceacqua. Il che avvenne nel luglio del 1524.
Il dominio dei Doria continuò così ancora per decenni e al governo del feudo si avvicendarono Imperiale Doria, suo fratello Stefano, Giulio Doria e un altro Imperiale.[…]

*Tratto dal libro All’ombra della Torre dei Doria di Marino Cassini

 

Dal 1500 ad oggi….
Una presentazione degli e
lementi ed avvenimenti storici e recenti che segnano gli stretti rapporti tra le due Comunità e la Famiglia Grimaldi dal 1500 ad oggi

Documenti ufficiali

Quando tutto ebbe inizio…

Visita a palazzo scuole secondo grado dove gli è stato mostrato il patto di fedeltà

Il 3 novembre 1523 i Sindaci di Dolceacqua, Isolabona, Apricale e Perinaldo sottoscrivono documento di fedeltà alla Famiglia Grimaldi.
Qui potete trovare la traduzione dal latino al francese del documento ufficiale

Il documento originale è conservato presso gli archivi storici del Palazzo del Principe a Monaco e nel 2019 è stato mostrato alle nostre classi secondarie proprio durante una visita a Palazzo.

 

L’ufficializzazione del Gemellaggio
Il 3 novembre 2020, presso lo studio privato nel Palazzo del Principe a Monaco, il Sindaco di Dolceacqua e di Monaco, consegnano la lettera di intenti del Gemellaggio al Principe Alberto II di Monaco

Nel luglio 2021 arriva la lettera di autorizzazione al gemellaggio da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri firmata dall’Onorevole Mariastella Gelmini

Il lavoro..
La volontà delle due amministrazioni comunali, e fortemente voluta dai due Sindaci, è quella di realizzare una serie di eventi nel corso dell’anno 2023 in attesa della sottoscrizione del

Consegna della lettera di intenti

Gemellaggio (3 novembre 2023) per creare un relazione più stretta tra le due comunità.

Il 25 gennaio 2022 le amministrazioni Comunali di Dolceacqua e Monaco, insieme alla direttrice degli affari culturali del governo monegasco, si sono incontrati per una prima riunione operativa presso la Sala Consiliare del Comune di Dolceacqua. Verbale_250222

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